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Quel profumo di carta e magia…

Settimana nazionale del libro!!

Buongiorno!

Stamattina, tra i ricordi di Facebook, ho trovato un post riguardante la settimana nazionale del libro, ed ho deciso di proporvi l’iniziativa.

Questa settimana non è riconosciuta, è vero, ma sicuramente è un’ottima scusa per diffondere un po’ di cultura!

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Tutto quello che dovete fare è condividere il link di questo post e scrivere le regole del gioco che, ovviamente, dovrete seguire anche voi. Ecco il testo da copiare ed incollare:

 

Settimana nazionale del libro. Le regole: prendete il libro più vicino a voi, andare alla pagina 56. Copiate la quinta frase in questo link. Non indicate il titolo del libro e scrivete anche le regole.

Tutto chiaro?

Ecco la mia:

“Giunge San Michele e il cuore di Anne dovette trasferirsi di nuovo a Kellynch. Una casa tanto amata ceduta ad altri; tutte le stanze e i preziosi arredi, i boschetti, le vedute che cominciavano ad essere possedute da altri occhi e da altre membra!”

Vi svelo un segreto: la frase è di Persuasione di Jane Austen.

 

Beh, che dire! Spero accettiate il gioco 😉😉😉

Il treno

Ciao ragazzi! Volevo condivivdere con voi un pensiero che ho scritto ieri sul treno. Spero vi piaccia 😙

IL TRENO.

La gente, che lo ammetta o no, odia prendere il treno. È un dato di fatto inconfutabile, soprattutto a Napoli: le attese, il frastruono, le complicazioni varie.

Non lo prendo mai il treno, io.

Oggi ho dovuto.

Alla fermata c’erano due bambini; la femmina era più grande, il maschio più piccolo. Ridevano, scherzavano e si rincorrevano, fino a quando la loro madre non gli ha intimato di star tranquilli, fermamente ma con l’amore negli occhi.

La bambina si è portata un dito alle labbra per zittire il fratellino, e ha iniziato a parlare con lui tramite sussurri; il bambino ha imitato il suo parlar piano all’istante.

Un piccolo uomo ha seguito l’esempio di sua sorella, la sua guida, e non ha smesso mai di farlo, nemmeno quando la sua mamma ha detto, sorridendo: “Guardate che potete parlare!”.

Ho passato cinque minuti ad osservare quei bambini, prima che il treno arrivasse. Ho visto quanto amore c’era fra di loro, e in quei cinque minuti li ho amati.

Io, che i bambini non li amo mai.

Ma non ho amato solo loro.

Salita sul treno, mi sono accorta di una ragazzina – di qualche anno più giovane di me – costretta su una sedia a rotelle. 

Il paragone è stato inevitabile: nei bambini avevo visto innocenza, serenità, voglia di vivere e di imparare soltanto cinque minuti prima. 

In quella piccola donna e in sua madre, invece, ho visto una grande ingiustizia e una quantità indefinibile di dolore. Ma – perché un ma c’è sempre – ho anche letto nei loro occhi l’amore sconfinato che c’era fra loro, come quello tra i due bambini. 

Ho tremato per l’intensità di quel sentimento.

Quarantacinque minuti. Un intero mosaico di tipi umani. Amore, dolore e gioia che si intersecavano, come pezzi di un grande puzzle. 

Ho scoperto il mondo interiore degli esseri umani, io che il mondo non l’ho capito mai. Tutto grazie ad un treno che io non prendo mai.

                                                     E.📚🎀

Recensione: “La sedicesima Luna” – Kami Garcia e Margaret Stohl

Ciao ragazzi!
Sì, lo so, è da tempo che non mi leggete, ma giuro che 24 ore al giorno sembrano pochissime! Il 13 settembre si avvicina e io sono sempre più spaventata. Come se non bastasse, non mi entra più nulla in testa. 😭😭😭😭😭 Direi che sono rovinata!
Nelle mie ore di relax, tuttavia, dalle 23 e 30 circa fino all’1.00, sono riuscita a leggere “La sedicesima luna” di Kami Garcia e Margaret Stohl. Ho visto prima il film, lo ammetto.

La mia reazione dopo aver iniziato il libro:

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A proposito, siete ad Hogwarts come me? Anche quest’anno in Corvonero, ma vogliono tutti la mia presenza (!!!!!)

Ok, facciamo i seri.

Titolo originale: Beautiful Creatures
Titolo italiano: La sedicesima luna
Serie: The Caster Chronicles
Autrici: Kami Garcia e Margaret Stohl
Editore italiano: Mondadori
Prezzo: 18 € (vi avviso, è praticamente impossibile trovare la prima edizione rilegata😩😩)

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Descrizione: Le notti di Ethan sono tormentate da strani sogni che hanno per protagonista una misteriosa e bellissima ragazza. Un giorno, nel cortile della scuola, Ethan se la ritrova davanti. È Lena Duchannes, “la ragazza nuova” appena arrivata in città, nipote di Macon Ravenwood, il vecchio eremita pazzo che vive ai confini di Gatlin. Lena è diversa da qualsiasi ragazza Ethan abbia mai incontrato, talmente diversa che a scuola viene subito emarginata. Solo lui assecondando l’inspiegabile connessione che sembra legarli, la avvicina e se ne innamora perdutamente. Ma Lena nasconde un segreto: la terribile maledizione che da generazioni perseguita la sua famiglia e che si compirà il giorno del suo sedicesimo compleanno.

“Sedici anni, sedici lune
Sedici delle tue più profonde paure
Sedici volte le mie lacrime in sogno
cadendo, cadendo attraverso il tempo…
Sedici anni, sedici lune
Nelle tue orecchie scoppi di tuoni
Sedici miglia perchè lei si avvicini
Sedici cerca quel che sedici teme..
Sedici anni sedici lune
Sedici volte hai sognato le mie paure
Sedici proverà a Vincolare le sfere
Sedici grida e solo tu le puoi udire..”

Io amo questo libro. La narrazione è in prima persona, ma non dal punto di vista di Lena, bensì da quello di Ethan. Sì, perché nonostante sia lei la Maga, nonostante sia il suo il destino di cui tutti parlano, è Ethan quello che ha il potere. Non vi parlo di magia, Ethan è un Mortale (più o meno), eppure riesce a capire e proteggere Lena come quasi nessuno riesce a fare; il suo potere è l’amore. Nonostante sappia che la vita di Lena sia complicata, decide di rimanerle accanto, lui, un tipico ragazzo di Gatlin, cittadina americana dove non succede mai nulla, eccetto le commemorazioni della Guerra Civile. In riferimento a questo, vi dico subito che il più grande desiderio di Ethan, all’inizio, è fuggire via da quella che ritiene essere una vera e propria gabbia, ma quando c’è di mezzo Lena, nessun posto gli sembra orribile. Inizia a vedere Gatlin per quello che è: un posto intriso di magia.

Ho amato questo ragazzo e lo amo anche ora, mentre leggo “La diciassettesima luna”. Perché è diverso. Perché è determinato, ma nonostante questo non nasconde le sue paure; nonostante il suo amore, non nega di avere dubbi sulla sua relazione.

Un personaggio che amerete, inoltre, è Macon, lo zio di Lena, ma non posso dirvi nulla al riguardo. Sappiate solo che, contrariamente a tutti i libri in commercio, vengono preferiti gli Incubus ai Vampiri. Infatti, ne “La sedicesima Luna”, i vampiri non esistono, e neppure le streghe. ( Dire ad una Maga che è una strega è come dire ad un ragazzo studioso che è un secchione).

Comunque io Lena non la sopporto molto. Contrariamente ad Ethan, non fa altro che piangersi addosso. Okay, lei in sostanza deve essere Reclamata. Infatti, ogni Mago a 16 anni deve scegliere tra la Luce e le Tenebre, ma la sua famiglia è maledetta: è il destino a scegliere per loro.

E Lena non fa altro che ripetere che andrà nelle Tenebre.

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Nonostante questo, però, devo dire che la loro storia mi ha coinvolta. Sono come due pezzi dello stesso puzzle destinati a riunirsi.

“Le farfalle nello stomaco? Che metafora idiota. Erano api assassine, piuttosto.”

Avrei tante altre cose da dirvi, ma non voglio rovinarvi la sorpresa. Sappiate solo che è assolutamente da leggere!

Voto:🎀🎀🎀🎀

Baci, E.🎀📚

Recensione: “Prometto di sbagliare” – Chagas Freitas Pedro

Salve bellezze!

Ieri non ho avuto modo di scrivere; purtroppo il mio cervello sta per andare completamente in black out a causa dello studio, dato che sono sui libri di scuola da settembre del 2015. Spero che almeno tutti questi sforzi portino ad un risultato.

A Natale, una mia cara amica mi ha regalato il libro Prometto di sbagliare di Chagas Freitas Pedro. Beh, vediamo le mie impressioni.

Titolo originale: Prometo falhar

Titolo italiano: Prometto di sbagliare

Autore: Chagas Freitas Pedro

Editore italiano: Garzanti libri

Prezzo: € 16,90 (Ammazza!!)

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Descrizione: Il locale è affollato e rumoroso. L’uomo è seduto vicino alla finestra e guarda il cielo grigio, annoiato come ogni lunedì mattina. Improvvisamente si volta e lei è lì, di fronte a lui. Gli occhi carichi di stupore e l’imbarazzo tradito dal tremito delle dita che afferrano la borsa. Sono passati anni dall’ultima volta che l’ha vista, il giorno in cui l’ha lasciata. Senza una spiegazione, senza un perché, se n’è andato spezzandole il cuore. Da allora, lei si è rifatta una vita, e anche lui. Eppure solo ora si rende conto di non avere smesso di amarla neanche per un secondo. Per questo, quando lei cerca di fuggire da lui, troppo sconvolta dalle emozioni che la scuotono, l’uomo decide di fermarla. E nel loro abbraccio, in mezzo ai passanti, prometterle di tentare, agire, cadere, sbagliare di nuovo. Amarla. Davvero e per sempre. Questa sembrerebbe la fine, ma non è che l’inizio della loro storia. Perché ogni loro gesto, ogni lettera che si scrivono, ogni persona che incontrano, ha un universo da raccontare. E l’amore è il filo rosso che lega tutto. Quante volte ci siamo chiesti com’era l’amore da cui siamo nati? Come si è sentito nostro padre la prima volta che ci ha tenuto in braccio? L’emozione più grande è quella di ritrovare quello che si è perso e amarlo di nuovo, come se fosse la prima volta.

Fino a qui, tutto ok. L’aletta del libro mi aveva entusiasmata.

Poi non c’ho capito ‘na mazza.

Non mi vergogno ad ammetterlo: io non avevo capito che questo libro non avesse una trama. Risultati immagini per meme

Parla sicuramente dell’amore in ogni sua forma, aprendo delle finestre sulle vite di personaggi che non vengono descritti. Ogni storia dura poche pagine e fa riflettere, questo devo ammetterlo, ma l’ho trovato a tratti melenso e ripetitivo, nonostante le bellissime parole usate dall’autore.

“Prometto di essere umano, incoerente, di dire la parola sbagliata, la frase sbagliata, persino il testo sbagliato, di agire senza pensare.
Prometto di capire, prometto di volere, prometto di crederci.
Prometto di insistere, di lottare, di scoprire, di imparare, di insegnare.
Tutto questo per dirti che prometto di sbagliare.”

Raga’, vi giuro, questo Freitas sa scrivere e sa farlo bene, ma io ci so rimasta troppo male. Vi spiego pure il perché: ero su Facebook durante un freddo pomeriggio d’inverno (sto a scherzà, non mi ricordo che giorno era però faceva figo) quando d’un tratto mi capitò un’anteprima di questo libro. Iniziai a sclerare, e la fan girl che c’è in me esultò perché quello che lessi mi piacque molto. Vabbé poi lo dimenticai, però me ne ricordai quando lo ricevetti.

L’anteprima erano proprio le prime pagine, che raccontano di questi due giovani che s’incontrano in un caffè dopo dieci anni di separazione. Tramite i loro pensieri capiamo che si amano ancora.

Tutto molto bello.

Poi il dramma.

A distanza di 8 mesi, io non ho ancora superato la cosa. Sinceramente, alla fine, ho capito che questo fenomeno editoriale somiglia molto ad un blog tumblr scritto bene. Tanti pensieri scritti su un foglio bianco, riflessioni filosofiche, gente che si ama, persone tristi, persone felici, mamme, papà, nonne e tanto altro.

In conclusione: se avete voglia di leggere racconti d’amore sconnessi dalla “trama” principale, comprate questo libro, altrimenti lasciate perdere perché non lo finirete.

                            VOTO: 🎀🎀

A presto,

E.📚❤

 

 

5 motivi per cui “sì, ma il libro è meglio”.

Buonasera lettori!

Innanzitutto, voglio ringraziarvi. Non solo siete attivi – ed è una cosa che mi fa piacere – ma vedo che il blog sta crescendo! Considerando che l’ho aperto ieri, sono più che soddisfatta dei risultati 🙂

Sono le 23.41. Non avevo altro da fare (diciamo che non avevo voglia di fare altro, va’) e quindi ho deciso di scrivere!

Insomma, quante volte  siamo capitati davanti a serie tv o film che non rispecchiavano per niente i libri da cui erano tratti? Innumerevoli. Ciò non significa che non abbiano un valore, ma non hanno quel valore.

Ecco perché:
1) Gli attori non saranno mai uguali ai personaggi che interpretano.
Okay che siamo esigenti, ma mica è sbagliato volere che il colore del padre della nonna del protagonista sia biondo cenere e non biondo platino?

2) In due ore i produttori non riusciranno a seguire la trama del libro e finiranno per fare un’accozzaglia di cose che io boh.

3) Nel caso di una serie tv, la storyline cambierà totalmente.

4) In un libro i personaggi sono reali, certi attori da strapazzo non hanno idea di cosa significhi “recitare”.

5) Persone competenti e persone incompetenti in un solo set e, allo stesso tempo, gnococconi accostati a cozze.

Non rinuncerei mai a film e serie tv, ma sono convinta che sia sempre meglio separare le due cose… soprattutto se parliamo di Shadowhunters!

Spero di averti strappato un sorriso!

Elvira

Fenomeno editoriale? Sì, e io sono Megan Fox.

A San Valentino del 2017, dopo due anni da quel fantomatico 14 febbraio 2015, sarà portato sul grande schermo il sequel di Cinquanta sfumature di grigio, Cinquanta sfumature di nero.

I film sono tratti dai libri E.L. James che, inizialmente pubblicati su vari siti di Fan fiction e poi in self-publishing dall’autrice, hanno fatto il botto, arrivando a vendere circa 125 milioni di copie in 52 paesi.

So che mi odierete, ok? Ma sono opinioni: io odio Cinquanta sfumature di grigio.

Vi spiegherò il perché ovviamente.

Titolo originale: Fifty Shades of Gray

Titolo italiano: Cinquanta sfumature di grigio

Autrice: E. L. James

Editore italiano: Mondadori

Prezzo: 14, 90 €

 

Sinossi: Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di 21 anni incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest’uomo bellissimo e misterioso. Convinta però che il loro incontro non avrà mai un futuro, prova in tutti i modi a smettere di pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita ad uscire con lui. Anastasia capisce di volere quest’uomo a tutti i costi. Anche lui è incapace di resisterle e deve ammettere con se stesso di desiderarla, ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scoprirà che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall’ossessivo bisogno di controllo, ma soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili… Nello scoprire l’animo enigmatico di Grey, Ana conoscerà per la prima volta i suoi più segreti desideri.

#Ossessionato #Pervertito #Stalker #Zuccavuota

Sì, lo so che so cattiva ragà, ma che ci posso fare? Insomma, questa è la storia di una ragazza anonima ( è lei a descriversi come tale, non io ) che incontra un miliardario perché la sua amica è malata (mentale?🙊). Giustamente lui, che ha schiere di donne ai suoi piedi (comprese tante segretarie con gambe chilometriche) si innamora di lei, verginella over 20 che diventerà la peggior pervertita della storia.

Inizia a stalk…. scusate, a corteggiarla, ovvio. Prima le si allontana, poi le si avvicina, poi le pulisce il vomito, poi le mostra un contratto. Sì, perché Christian Grey ha un segreto oscuro: pratica il BDSM! E un grosso senso di eccitazione lo scuote quando Anastasia si morde il labbro.

“Smettila di morderti il labbro, o ti scopo qui nell’ascensore, e non importa se arriva qualcuno.”

Cioè, fratè, ma sei serio? Se qualcuno mi dicesse una cosa del genere nella realtà, gli darei un bel tacco in fronte e lo lascerei stordito nell’ascensore.

È un insulto al genere femminile, davvero. Anastasia cerca costantemente di fare la donna, ma parliamoci chiaro: ha l’intelligenza di un’ameba.

La trama di 50SOG mi ricorda tanto quei filmetti americani che trasmettevano il sabato pomeriggio su Italia 1: lui bello e dannato e ricco, lei cozza assurda però ovviamente niente, lui vuole solo lei. Tante difficoltà, cattivi, litigi, matrimonio, figli, amen.

Ok, la trama può piacere (soprattutto alle casalinghe disperate come mia zia), ma volete veramente parlarmi di Fenomeno editoriale? Best seller mondiale?  Ve meno!

Sostanzialmente, è brutto. Parliamone. È scritto male ( ammetto che la traduzione non aiuta, ma anche in inglese non è tutto ‘sto linguaggio aulico) e senza stile. La James non usa uno stile semplice, lei non usa uno stile, semplice! Però usa le ripetizioni, e il suo vocabolario è piuttosto scarno.

Un enorme palazzo con uffici di venti piani.

Dietro si apre una enorme sala riunioni dalle pareti di vetro, con un altrettanto enorme tavolo di legno scuro e almeno venti sedie abbinate tutt’intorno.

Davanti alla vetrata c’è un’enorme scrivania moderna di legno scuro.

Ha già detto enorme?

E quante volte dice scopo, prendo e mangia? Irritante.

È sessista perché io sono l’uomo e tu te devi sta’ zitta. Io te dico che devi magnà, tu magni e te stai zitta.

«Devo usare tutto il mio autocontrollo per non scoparti sul cofano della macchina seduta stante, solo per mostrarti che sei mia, e che se mi va di comprarti una fottuta auto, te la compro» ringhia. «Ora andiamo dentro, voglio vederti nuda.» Mi dà un bacio brutale.

Sta povera cristiana aveva un maggiolino carinissimo, ma i fatti tuoi mai?

Da notare il ringhia. 

Bau bau, pensavo che la cagna fosse lei.

Incita al satanismo: Anastasia c’ha questa dea interiore di cui non ho capito l’utilità. 

Io capisco che il principe azzurro è passato di moda, ma qui non parliamo di un Chuck Bass o di un Mr. Darcy, parliamo di un esaltato!

“No, Anastasia. Primo: io non faccio l’amore; io fotto… senza pietà.”

Che in inglese è:

“No, Anastasia, it doesn’t. I don’t make love; i fuck… Hard.”

Per me la reazione di Anastasia sarebbe dovuta essere la seguente:

Ma quando mai io vedo una gioia? Ah.. 😐

Insomma, non critico le persone a cui piace questo romanzo, perché parliamoci chiaro: De gustibus non est disputandum, però se dovessi consigliarvi un libro erotico non sarebbe questo. Leggete Peccato Originale di Tiffany Reisz, piuttosto, e poi mi dite. 

Le scene di sesso sono tante, ma in fondo questo è un genere erotico, quindi non posso criticare questo fatto. (Potrebbero essere scritte meglio però… 👀)

Bene, spero di avervi chiarito il mio pensiero. Se siete d’accordo con me, sono sicura che la lettura sia stata piacevole; se non lo siete, spero di avervi comunque strappato una risata!

                               Voto: 🎀

A presto📚🎀,

E.

 

 

 

 

 

10 motivi per amare Shadowhunters

Okay, è chiarissimo che sono una patita di Shadowhunters, ma ho almeno dieci buoni motivi per esserlo!

1. I vampiri non luccicano.

2. Magnus Bane luccica

3. Jace e il suo mango

4. Clary può salvare il mondo, quindi anche noi.

5. William Herondale

6. Alec

7. Isabelle può insegnarci a combattere su un tacco 12

8 . Se Simon sta con una come Isabelle, almeno un ragazzo normale noi potremo trovarlo

9. La runa mnemosyne

10. L’amore fra parabatai

Recensione “Shadowhunters”- Cassandra Clare.

Buongiorno!
Non sono sicura di quanto siano alte o basse le temperature, fatto sta che qui è sempre la stessa storia: ogni volta che un filo di vento mi sfiora, il mio naso diventa una macchina per produrre starnuti! C’est la vie!

Ho appena appreso del terremoto di 6.0 gradi di magnitudo che ha colpito la vasta area di Marche, Lazio, Umbria ed Abruzzo. Vi sono vicina, capisco quanto sia difficile cercare di contrastare tali catastrofi naturali.

In ogni caso, per tirarvi un po’ su di morale, ho deciso di recensire per voi il primo libro della mia saga preferita: Shadowhunters – Città di ossa!

Titolo inglese: The Mortal Instruments – City of Bones

Titolo italiano: Shadowhunters – Città di ossa

Autrice: Cassandra Clare (aka Judith Rumelt)

Editore italiano: Mondadori

Prezzo: 14 € (rilegato con protagonisti del film); 11,50 € (brossura “standard”); 13€ (nuova edizione in brossura)

 

 

Copertina Italiana con protagonisti del film

 

Cover originale
Brossura italiana

 

 

Purtroppo le versioni rilegate sono introvabili, la prima soprattutto! 😦

Sinossi: Al Pandemonium Club di New York si fanno strani incontri. Seguendo un affascinante ragazzo dai capelli blu nel magazzino del locale, Clary vede tre guerrieri coperti di rune tatuate circondarlo e trafiggerlo con una spada di cristallo. Vorrebbe chiamare aiuto, ma non rimane nessun cadavere, nessuna goccia del sangue nero esploso sull’elsa e soprattutto nessuno da accusare, perché i guerrieri sono Shadowhunters, cacciatori di demoni, e nessun altro, tranne Clary, può vederli. Da quella notte il suo destino si lega sempre più a quello dei giovani Cacciatori, soprattutto a quello del magnetico Jace: poteri che non aveva mai avuto e ricordi sepolti nella sua memoria cominciano a riaffiorare come se qualcuno avesse voluto tenerglieli nascosti fino ad allora. Clary desidera solo ritrovare la madre misteriosamente scomparsa, ma sarà coinvolta in una feroce lotta per la conquista della Coppa Mortale, una lotta che la riguarda molto più di quanto creda…

Shadowhunters è una saga che lascia il segno, dico sul serio. Ritengo che il punto di forza della Clare sia il percorso. Mi spiego: in città di Ossa non si viene catapultati improvvisamente in un mondo sconosciuto, di cui bisogna velocemente comprendere le regole. Il libro è, infatti, scritto quasi in toto dal punto di vista di Clary, che viene a contatto col mondo delle ombre per la prima volta. Lei è una shadowhunter, ma non lo sa, e noi lo scopriamo con lei, cogliendo tutte le sfumature del mondo dei nostri affascinanti cacciatori. 

L’universo di Shadowhunters non è altro che un mondo invisibile agli esseri umani, dove le persone tendono a rimarcare fortemente il concetto di razza. Abbiamo i Nascosti e i Nephilim. Questi ultimi sono appunto gli Shadowhunters, che dedicano la loro vita alla salvezza del mondo “mondano” (per loro gli esseri umani sono mondani, come per i maghi sono babbani! Che figata!). I Nascosti, The Downworlders, si distinguono invece in Fate, Stregoni, Lupi mannari e (ovviamente) Vampiri!! Nephilim e Nascosti si disprezzano a vicenda, ma i loro rapporti sono regolati da alcune leggi dette accordi. Così come sono regolate dagli accordi i rapporti tra le varie componenti dei Nascosti (lupi mannari e vampiri non si sono mai amati tanto, ricordate Jacob ed Edward? Ah! I tempi di Twilight e Mordimi !! *.*)

Insomma, Shadowhunters è tutto da scoprire ed è soprattutto un libro pieno di ship. Quindi, cosa aspettate a leggerlo?

Lo stile della Clare è semplice, lineare, in grado di trasmettere emozioni ad ogni pagina.

Attualmente abbiamo queste serie di libri:

The Mortal Instruments (o, per i fan, TMI), ambientata nel 2007:

  • Shawhunters – città di ossa;
  • Shadowhunters – città di cenere;
  •  Shadowhunters – città di vetro;
  •  Shadowhunters – città degli angeli caduti;
  • Shadowhunters – città delle anime perdute;
  • Shadowhunters – città del fuoco celeste.

Pubblicazioni extra: Shadowhunters – pagine rubate, Shadowhunters – Il Codice;  Shadowhunters – Le cronache di Magnus Bane; Le cronache dell’accademia shadowhunters.

The Infernal Devices (o TID) in italiano Shadowhunters – le origini, ambientata nel 1878:

  • Shadowhunters – Le origini. L’angelo;
  • Shadowhunters – Le origini. Il principe.
  • Shadowhunters  – Le origini. La principessa

NB: IO AMO TID!!!!!!

The Dark Artifices (TDA), ambientata nel 2012:

  • Shadowhunters – Signora della mezzanotte (marzo 2016);
  • Shadowhunters – Lord of Shadows (maggio 2017);
  • Shadowhunters – The Queen of Air and Darkness (2018).

Aspettiamo, inoltre, altri due cicli. The Last Hours, seguito delle origini ambientato nel 1903 che narra le vicende della generazione successiva dei Cacciatori londinesi diviso in:

  • Chain of Gold (2017);
  • Chain of Iron;
  • Chain of Thorns.

Altra saga molto attesa è Shadowhunters – The Wicked Powers che completerà (me triste) la serie di Shadowhunters. Segue Dark Artifices che racconterà la storia dei Blackthorn più giovani.

Un discorso a parte per l’amatissimo Magnus Bane, stregone che amerete, che avrà una saga a parte! Infatti, questa trilogia, sarà la prima ad essere non Young adult, ma ADULT. 🙄 

Il primo libro è atteso per novembre 2017, ma non si sa ancora altro a riguardo.

– E quello è il motto dei Nephilim… degli Shadowhunters.-

-Cosa vuol dire?-

Il sorriso di Jace fu un lampo bianco nell’oscurità. – Significa “Shadowhunters: strafighi in nero dal 1234”.

 

Ah, Jace….

“Il bambino non pianse mai più e non dimenticò mai ciò che aveva imparato: che amare significava distruggere e che essere amati significava essere distrutti.”

Okay. Ovviamente è chiaro che a Shadowhunters non posso che dare 5 fiocchettini ( parlando di città di ossa ovviamente;;) )

                          🎀🎀🎀🎀🎀

Spero tanto che il libro possa piacervi e spero di potervi chiamare Shadowhunters, un giorno.

A presto,

Elvira.🎀📚

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Just a gift 🎁

Ciao ragazzi!
Questo blog sarà sempre pienissimo, probabilmente – ci riflettevo proprio stamattina – data la mia voglia di scrivere! Proprio in riferimento a quest’ultima, volevo farvi un regalino!😜

Ho deciso, infatti, di farvi leggere il primo capitolo del mio romanzo, Alice nel Paese degli Orrori!📚

Ecco a voi:

Capitolo 1

 

Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sulla sdraio in giardino accanto a sua sorella, senza far niente: più volte aveva cercato di interessarsi al libro che Camille stava leggendo, ma le stupide storielle da quattro soldi che ormai invadevano il mercato non le interessavano. Non c’era niente di sensato in quei libri (se così si potevano definire) e ancor più senza senso era la capacità di quegli pseudo-scrittori di riuscire a venderli e guadagnar fior di quattrini. Certo che, pensò Alice, nel XXI secolo siamo caduti proprio in basso.

Non aveva mai perso tempo a lamentarsi eppure, da un po’ di tempo, non riusciva a trovare una spiegazione logica e razionale al mondo che la circondava. Potevano sembrare pensieri fin troppo pessimistici per una ragazza di appena diciott’anni, ma almeno lei pensava, azione che, ovviamente, era preclusa alla maggior parte delle sue coetanee.    Ecco perché restava sempre ai margini; ecco perché cercava sempre di evitare coloro che avrebbero potuto contaminarla con la loro stupidità e strafottenza.

Anche il suo aspetto fisico era stato influenzato dalla sua volontà di restare fuori dagli schemi: aveva tinto i capelli, passando da un biondo dorato ad un nero corvino, e continuava a vestire solo ed esclusivamente di nero, un colore che quasi nessuno indossava nella sua scuola.

Quello, inoltre, era anche il colore che aveva scelto per la sua anima.

Si stava interrogando su quanto sarebbe stato utile andare al College quand’ecco un coniglio nero passarle accanto, quasi sfiorandola.

Alice sgranò gli occhi. Com’era possibile che un coniglio fosse riuscito a salire su di una terrazza? E per quale motivo stava parlando? Come diavolo ci riusciva?

«Ho fatto tardi!» sembrava dicesse da lontano.

Fu ancora più strano quando il coniglio trasse un orologio dal taschino del suo panciotto e lo consultò.

Un coniglio con un panciotto?

Stava impazzendo, non c’era altra spiegazione.

Non esistevano conigli bipedi, né tantomeno capaci di parlare, vestiti con un panciotto e con in mano un orologio!

Decisa a trovare una spiegazione razionale alla faccenda, che di sensato non aveva proprio niente, corse dietro al coniglio.      Nient’altro, avrebbe capito in seguito, che il frutto della sua immaginazione.

Il coniglio si bloccò proprio accanto alla botola che nascondeva le scale di casa Liddell. Alice viveva in quell’edificio da ormai tantissimi anni, quindi sapeva perfettamente che nessun animaletto avrebbe potuto sollevarla, a meno che non fosse una scimmia con particolari abilità. Eppure, il coniglio nero ci riuscì. Sorpresa ma non troppo, data la già affermata stranezza della giornata, Alice, di nuovo, lo seguì. Ma invece delle sue familiarissime scale, trovò il vuoto.

O il pozzo era molto profondo oppure Alice cadeva lentamente: il fatto certo è che lei, prima d’arrivare in fondo, ebbe tutto il tempo di guardarsi intorno e chiedersi che cosa le stesse capitando. In un primo tempo cercò di guardare in basso per vedere dove stava andando a finire. Ma c’era troppo buio e non si vedeva niente.  

 Decise, allora, di guardarsi intorno: le pareti erano piene zeppe di scaffali, da ogni parte si vedevano grandi fascicoli pieni zeppi di fatture. E cappelli.

C’erano cappelli ovunque!

D’un tratto le tornò alla mente una visita guidata fatta qualche anno prima con la scuola: avevano visitato La Cappelleria di Mr. Hatter, in cui venivano prodotti copricapo su scala internazionale.

Alice aveva assistito alla produzione di berretti, baschi, bombette, sombreri, tutti coloratissimi e particolari. Le era particolarmente piaciuto un grosso cilindro viola con la stampa di un gatto alquanto bizzarro raggomitolato su un albero, ma l’aveva dimenticato in fretta: era difficile trovare qualcosa che non l’annoiasse dopo un po’.

Tornata al presente, Alice continuò a guardarsi intorno, ma c’era ancora più buio di prima. Facendo molta attenzione, iniziò a camminare alla cieca. Non fu facile individuare il  coniglio,  dato  che  riusciva a mimetizzarsi perfettamente con le ombre, ma ci riuscì e lo seguì. Lo trovò fermo davanti ad una porta di normali dimensioni e notò che l’animale ora era alto più o meno quanto lei.

«Ehm…» mormorò «salve, coniglietto». Il coniglio fece un sorriso sghembo.

Okay, si disse Alice, mantieni la calma. I conigli non sorridono. Non parlano. Non hanno dimensioni umane. È solo un brutto sogno,   ti    sveglierai,    fa’   il    suo gioco.       

«Evita questi stupidi nomignoli, ragazzina. È la tua coscienza a rappresentarmi in questo modo.» si fermò e, di fronte ad un’Alice stupita, sospirò e continuò: «Cosa c’è da capire? Non ricordi? Stai impazzendo, di nuovo, ed io ne sono la prova».

Alice non riusciva a trovare un senso a quelle parole. In realtà, non c’era nessun senso in un grande coniglio nero, dalle caratteristiche fisiche sempre più umane, che diagnosticava la follia. E poi perché sarebbe dovuta impazzire? Era una normalissima ragazza di Daresbury con un’unica preoccupazione: il College.

«Sono piuttosto sicura che tu sia una sorta di sogno, ma visto che siamo nel bel mezzo della partita, giochiamo. Perché starei impazzendo?»

Il coniglio ignorò la domanda «Io ti conosco, Alice. Non sono altro che una tua rappresentazione, per quale motivo dovrei mentirti? Io so. Ricordi Mr. Black, il tuo amico immaginario? Sono io. Io so tutto di te».

Alice impallidì. Ricordava benissimo la sua infanzia, soprattutto i suoi sei anni. Cercò di parlare, ma Mr. Black prese nuovamente la parola. «So a cosa stai pensando e sì, mi riferisco proprio a quello. Non è normale che una bambina di sei anni cerchi di annegarsi, Alice. E non è normale neanche che provi ad ingoiare del detersivo.»

Alice scoppiò a piangere. Le lacrime uscivano copiose dai suoi occhi, mentre ricordava l’esatto momento in cui suo nonno l’aveva tirata fuori dall’acqua o quando sua sorella, con il viso pieno di terrore, l’aveva trovata in bagno mentre cercava di bere della candeggina. Aveva cercato di rimuovere quei ricordi e non c’era riuscita, ovviamente, ma nessuno ne parlava mai. La sua famiglia credeva che avesse dimenticato quegli scenari orribili, ma non era vero.

Cominciò a singhiozzare, il dolore partiva dal petto e si propagava nel resto del corpo. Il coniglio nero, Mr. Black, non era che la prima delle manifestazioni della sua follia. Lo era sempre stato.

Sto davvero  per  impazzire,  pensò  Alice,  o forse sono sempre stata pazza.

«Certo che lo sei sempre stata, Alice.» disse Mr. Black rispondendo alla sua domanda silenziosa «Come credi di poter fuggire da ciò che è dentro la tua testa?»

 

Finito! Spero tanto vi sia piaciuto! Se ne avete voglia, lasciate un commento! Conosciamoci!

A presto.🎀

 

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