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Quel profumo di carta e magia…

Mese

agosto 2016

Recensione: “Prometto di sbagliare” – Chagas Freitas Pedro

Salve bellezze!

Ieri non ho avuto modo di scrivere; purtroppo il mio cervello sta per andare completamente in black out a causa dello studio, dato che sono sui libri di scuola da settembre del 2015. Spero che almeno tutti questi sforzi portino ad un risultato.

A Natale, una mia cara amica mi ha regalato il libro Prometto di sbagliare di Chagas Freitas Pedro. Beh, vediamo le mie impressioni.

Titolo originale: Prometo falhar

Titolo italiano: Prometto di sbagliare

Autore: Chagas Freitas Pedro

Editore italiano: Garzanti libri

Prezzo: € 16,90 (Ammazza!!)

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Descrizione: Il locale è affollato e rumoroso. L’uomo è seduto vicino alla finestra e guarda il cielo grigio, annoiato come ogni lunedì mattina. Improvvisamente si volta e lei è lì, di fronte a lui. Gli occhi carichi di stupore e l’imbarazzo tradito dal tremito delle dita che afferrano la borsa. Sono passati anni dall’ultima volta che l’ha vista, il giorno in cui l’ha lasciata. Senza una spiegazione, senza un perché, se n’è andato spezzandole il cuore. Da allora, lei si è rifatta una vita, e anche lui. Eppure solo ora si rende conto di non avere smesso di amarla neanche per un secondo. Per questo, quando lei cerca di fuggire da lui, troppo sconvolta dalle emozioni che la scuotono, l’uomo decide di fermarla. E nel loro abbraccio, in mezzo ai passanti, prometterle di tentare, agire, cadere, sbagliare di nuovo. Amarla. Davvero e per sempre. Questa sembrerebbe la fine, ma non è che l’inizio della loro storia. Perché ogni loro gesto, ogni lettera che si scrivono, ogni persona che incontrano, ha un universo da raccontare. E l’amore è il filo rosso che lega tutto. Quante volte ci siamo chiesti com’era l’amore da cui siamo nati? Come si è sentito nostro padre la prima volta che ci ha tenuto in braccio? L’emozione più grande è quella di ritrovare quello che si è perso e amarlo di nuovo, come se fosse la prima volta.

Fino a qui, tutto ok. L’aletta del libro mi aveva entusiasmata.

Poi non c’ho capito ‘na mazza.

Non mi vergogno ad ammetterlo: io non avevo capito che questo libro non avesse una trama. Risultati immagini per meme

Parla sicuramente dell’amore in ogni sua forma, aprendo delle finestre sulle vite di personaggi che non vengono descritti. Ogni storia dura poche pagine e fa riflettere, questo devo ammetterlo, ma l’ho trovato a tratti melenso e ripetitivo, nonostante le bellissime parole usate dall’autore.

“Prometto di essere umano, incoerente, di dire la parola sbagliata, la frase sbagliata, persino il testo sbagliato, di agire senza pensare.
Prometto di capire, prometto di volere, prometto di crederci.
Prometto di insistere, di lottare, di scoprire, di imparare, di insegnare.
Tutto questo per dirti che prometto di sbagliare.”

Raga’, vi giuro, questo Freitas sa scrivere e sa farlo bene, ma io ci so rimasta troppo male. Vi spiego pure il perché: ero su Facebook durante un freddo pomeriggio d’inverno (sto a scherzà, non mi ricordo che giorno era però faceva figo) quando d’un tratto mi capitò un’anteprima di questo libro. Iniziai a sclerare, e la fan girl che c’è in me esultò perché quello che lessi mi piacque molto. Vabbé poi lo dimenticai, però me ne ricordai quando lo ricevetti.

L’anteprima erano proprio le prime pagine, che raccontano di questi due giovani che s’incontrano in un caffè dopo dieci anni di separazione. Tramite i loro pensieri capiamo che si amano ancora.

Tutto molto bello.

Poi il dramma.

A distanza di 8 mesi, io non ho ancora superato la cosa. Sinceramente, alla fine, ho capito che questo fenomeno editoriale somiglia molto ad un blog tumblr scritto bene. Tanti pensieri scritti su un foglio bianco, riflessioni filosofiche, gente che si ama, persone tristi, persone felici, mamme, papà, nonne e tanto altro.

In conclusione: se avete voglia di leggere racconti d’amore sconnessi dalla “trama” principale, comprate questo libro, altrimenti lasciate perdere perché non lo finirete.

                            VOTO: 🎀🎀

A presto,

E.📚❤

 

 

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5 motivi per cui “sì, ma il libro è meglio”.

Buonasera lettori!

Innanzitutto, voglio ringraziarvi. Non solo siete attivi – ed è una cosa che mi fa piacere – ma vedo che il blog sta crescendo! Considerando che l’ho aperto ieri, sono più che soddisfatta dei risultati 🙂

Sono le 23.41. Non avevo altro da fare (diciamo che non avevo voglia di fare altro, va’) e quindi ho deciso di scrivere!

Insomma, quante volte  siamo capitati davanti a serie tv o film che non rispecchiavano per niente i libri da cui erano tratti? Innumerevoli. Ciò non significa che non abbiano un valore, ma non hanno quel valore.

Ecco perché:
1) Gli attori non saranno mai uguali ai personaggi che interpretano.
Okay che siamo esigenti, ma mica è sbagliato volere che il colore del padre della nonna del protagonista sia biondo cenere e non biondo platino?

2) In due ore i produttori non riusciranno a seguire la trama del libro e finiranno per fare un’accozzaglia di cose che io boh.

3) Nel caso di una serie tv, la storyline cambierà totalmente.

4) In un libro i personaggi sono reali, certi attori da strapazzo non hanno idea di cosa significhi “recitare”.

5) Persone competenti e persone incompetenti in un solo set e, allo stesso tempo, gnococconi accostati a cozze.

Non rinuncerei mai a film e serie tv, ma sono convinta che sia sempre meglio separare le due cose… soprattutto se parliamo di Shadowhunters!

Spero di averti strappato un sorriso!

Elvira

Fenomeno editoriale? Sì, e io sono Megan Fox.

A San Valentino del 2017, dopo due anni da quel fantomatico 14 febbraio 2015, sarà portato sul grande schermo il sequel di Cinquanta sfumature di grigio, Cinquanta sfumature di nero.

I film sono tratti dai libri E.L. James che, inizialmente pubblicati su vari siti di Fan fiction e poi in self-publishing dall’autrice, hanno fatto il botto, arrivando a vendere circa 125 milioni di copie in 52 paesi.

So che mi odierete, ok? Ma sono opinioni: io odio Cinquanta sfumature di grigio.

Vi spiegherò il perché ovviamente.

Titolo originale: Fifty Shades of Gray

Titolo italiano: Cinquanta sfumature di grigio

Autrice: E. L. James

Editore italiano: Mondadori

Prezzo: 14, 90 €

 

Sinossi: Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di 21 anni incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest’uomo bellissimo e misterioso. Convinta però che il loro incontro non avrà mai un futuro, prova in tutti i modi a smettere di pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita ad uscire con lui. Anastasia capisce di volere quest’uomo a tutti i costi. Anche lui è incapace di resisterle e deve ammettere con se stesso di desiderarla, ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scoprirà che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall’ossessivo bisogno di controllo, ma soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili… Nello scoprire l’animo enigmatico di Grey, Ana conoscerà per la prima volta i suoi più segreti desideri.

#Ossessionato #Pervertito #Stalker #Zuccavuota

Sì, lo so che so cattiva ragà, ma che ci posso fare? Insomma, questa è la storia di una ragazza anonima ( è lei a descriversi come tale, non io ) che incontra un miliardario perché la sua amica è malata (mentale?🙊). Giustamente lui, che ha schiere di donne ai suoi piedi (comprese tante segretarie con gambe chilometriche) si innamora di lei, verginella over 20 che diventerà la peggior pervertita della storia.

Inizia a stalk…. scusate, a corteggiarla, ovvio. Prima le si allontana, poi le si avvicina, poi le pulisce il vomito, poi le mostra un contratto. Sì, perché Christian Grey ha un segreto oscuro: pratica il BDSM! E un grosso senso di eccitazione lo scuote quando Anastasia si morde il labbro.

“Smettila di morderti il labbro, o ti scopo qui nell’ascensore, e non importa se arriva qualcuno.”

Cioè, fratè, ma sei serio? Se qualcuno mi dicesse una cosa del genere nella realtà, gli darei un bel tacco in fronte e lo lascerei stordito nell’ascensore.

È un insulto al genere femminile, davvero. Anastasia cerca costantemente di fare la donna, ma parliamoci chiaro: ha l’intelligenza di un’ameba.

La trama di 50SOG mi ricorda tanto quei filmetti americani che trasmettevano il sabato pomeriggio su Italia 1: lui bello e dannato e ricco, lei cozza assurda però ovviamente niente, lui vuole solo lei. Tante difficoltà, cattivi, litigi, matrimonio, figli, amen.

Ok, la trama può piacere (soprattutto alle casalinghe disperate come mia zia), ma volete veramente parlarmi di Fenomeno editoriale? Best seller mondiale?  Ve meno!

Sostanzialmente, è brutto. Parliamone. È scritto male ( ammetto che la traduzione non aiuta, ma anche in inglese non è tutto ‘sto linguaggio aulico) e senza stile. La James non usa uno stile semplice, lei non usa uno stile, semplice! Però usa le ripetizioni, e il suo vocabolario è piuttosto scarno.

Un enorme palazzo con uffici di venti piani.

Dietro si apre una enorme sala riunioni dalle pareti di vetro, con un altrettanto enorme tavolo di legno scuro e almeno venti sedie abbinate tutt’intorno.

Davanti alla vetrata c’è un’enorme scrivania moderna di legno scuro.

Ha già detto enorme?

E quante volte dice scopo, prendo e mangia? Irritante.

È sessista perché io sono l’uomo e tu te devi sta’ zitta. Io te dico che devi magnà, tu magni e te stai zitta.

«Devo usare tutto il mio autocontrollo per non scoparti sul cofano della macchina seduta stante, solo per mostrarti che sei mia, e che se mi va di comprarti una fottuta auto, te la compro» ringhia. «Ora andiamo dentro, voglio vederti nuda.» Mi dà un bacio brutale.

Sta povera cristiana aveva un maggiolino carinissimo, ma i fatti tuoi mai?

Da notare il ringhia. 

Bau bau, pensavo che la cagna fosse lei.

Incita al satanismo: Anastasia c’ha questa dea interiore di cui non ho capito l’utilità. 

Io capisco che il principe azzurro è passato di moda, ma qui non parliamo di un Chuck Bass o di un Mr. Darcy, parliamo di un esaltato!

“No, Anastasia. Primo: io non faccio l’amore; io fotto… senza pietà.”

Che in inglese è:

“No, Anastasia, it doesn’t. I don’t make love; i fuck… Hard.”

Per me la reazione di Anastasia sarebbe dovuta essere la seguente:

Ma quando mai io vedo una gioia? Ah.. 😐

Insomma, non critico le persone a cui piace questo romanzo, perché parliamoci chiaro: De gustibus non est disputandum, però se dovessi consigliarvi un libro erotico non sarebbe questo. Leggete Peccato Originale di Tiffany Reisz, piuttosto, e poi mi dite. 

Le scene di sesso sono tante, ma in fondo questo è un genere erotico, quindi non posso criticare questo fatto. (Potrebbero essere scritte meglio però… 👀)

Bene, spero di avervi chiarito il mio pensiero. Se siete d’accordo con me, sono sicura che la lettura sia stata piacevole; se non lo siete, spero di avervi comunque strappato una risata!

                               Voto: 🎀

A presto📚🎀,

E.

 

 

 

 

 

10 motivi per amare Shadowhunters

Okay, è chiarissimo che sono una patita di Shadowhunters, ma ho almeno dieci buoni motivi per esserlo!

1. I vampiri non luccicano.

2. Magnus Bane luccica

3. Jace e il suo mango

4. Clary può salvare il mondo, quindi anche noi.

5. William Herondale

6. Alec

7. Isabelle può insegnarci a combattere su un tacco 12

8 . Se Simon sta con una come Isabelle, almeno un ragazzo normale noi potremo trovarlo

9. La runa mnemosyne

10. L’amore fra parabatai

Recensione “Shadowhunters”- Cassandra Clare.

Buongiorno!
Non sono sicura di quanto siano alte o basse le temperature, fatto sta che qui è sempre la stessa storia: ogni volta che un filo di vento mi sfiora, il mio naso diventa una macchina per produrre starnuti! C’est la vie!

Ho appena appreso del terremoto di 6.0 gradi di magnitudo che ha colpito la vasta area di Marche, Lazio, Umbria ed Abruzzo. Vi sono vicina, capisco quanto sia difficile cercare di contrastare tali catastrofi naturali.

In ogni caso, per tirarvi un po’ su di morale, ho deciso di recensire per voi il primo libro della mia saga preferita: Shadowhunters – Città di ossa!

Titolo inglese: The Mortal Instruments – City of Bones

Titolo italiano: Shadowhunters – Città di ossa

Autrice: Cassandra Clare (aka Judith Rumelt)

Editore italiano: Mondadori

Prezzo: 14 € (rilegato con protagonisti del film); 11,50 € (brossura “standard”); 13€ (nuova edizione in brossura)

 

 

Copertina Italiana con protagonisti del film

 

Cover originale
Brossura italiana

 

 

Purtroppo le versioni rilegate sono introvabili, la prima soprattutto! 😦

Sinossi: Al Pandemonium Club di New York si fanno strani incontri. Seguendo un affascinante ragazzo dai capelli blu nel magazzino del locale, Clary vede tre guerrieri coperti di rune tatuate circondarlo e trafiggerlo con una spada di cristallo. Vorrebbe chiamare aiuto, ma non rimane nessun cadavere, nessuna goccia del sangue nero esploso sull’elsa e soprattutto nessuno da accusare, perché i guerrieri sono Shadowhunters, cacciatori di demoni, e nessun altro, tranne Clary, può vederli. Da quella notte il suo destino si lega sempre più a quello dei giovani Cacciatori, soprattutto a quello del magnetico Jace: poteri che non aveva mai avuto e ricordi sepolti nella sua memoria cominciano a riaffiorare come se qualcuno avesse voluto tenerglieli nascosti fino ad allora. Clary desidera solo ritrovare la madre misteriosamente scomparsa, ma sarà coinvolta in una feroce lotta per la conquista della Coppa Mortale, una lotta che la riguarda molto più di quanto creda…

Shadowhunters è una saga che lascia il segno, dico sul serio. Ritengo che il punto di forza della Clare sia il percorso. Mi spiego: in città di Ossa non si viene catapultati improvvisamente in un mondo sconosciuto, di cui bisogna velocemente comprendere le regole. Il libro è, infatti, scritto quasi in toto dal punto di vista di Clary, che viene a contatto col mondo delle ombre per la prima volta. Lei è una shadowhunter, ma non lo sa, e noi lo scopriamo con lei, cogliendo tutte le sfumature del mondo dei nostri affascinanti cacciatori. 

L’universo di Shadowhunters non è altro che un mondo invisibile agli esseri umani, dove le persone tendono a rimarcare fortemente il concetto di razza. Abbiamo i Nascosti e i Nephilim. Questi ultimi sono appunto gli Shadowhunters, che dedicano la loro vita alla salvezza del mondo “mondano” (per loro gli esseri umani sono mondani, come per i maghi sono babbani! Che figata!). I Nascosti, The Downworlders, si distinguono invece in Fate, Stregoni, Lupi mannari e (ovviamente) Vampiri!! Nephilim e Nascosti si disprezzano a vicenda, ma i loro rapporti sono regolati da alcune leggi dette accordi. Così come sono regolate dagli accordi i rapporti tra le varie componenti dei Nascosti (lupi mannari e vampiri non si sono mai amati tanto, ricordate Jacob ed Edward? Ah! I tempi di Twilight e Mordimi !! *.*)

Insomma, Shadowhunters è tutto da scoprire ed è soprattutto un libro pieno di ship. Quindi, cosa aspettate a leggerlo?

Lo stile della Clare è semplice, lineare, in grado di trasmettere emozioni ad ogni pagina.

Attualmente abbiamo queste serie di libri:

The Mortal Instruments (o, per i fan, TMI), ambientata nel 2007:

  • Shawhunters – città di ossa;
  • Shadowhunters – città di cenere;
  •  Shadowhunters – città di vetro;
  •  Shadowhunters – città degli angeli caduti;
  • Shadowhunters – città delle anime perdute;
  • Shadowhunters – città del fuoco celeste.

Pubblicazioni extra: Shadowhunters – pagine rubate, Shadowhunters – Il Codice;  Shadowhunters – Le cronache di Magnus Bane; Le cronache dell’accademia shadowhunters.

The Infernal Devices (o TID) in italiano Shadowhunters – le origini, ambientata nel 1878:

  • Shadowhunters – Le origini. L’angelo;
  • Shadowhunters – Le origini. Il principe.
  • Shadowhunters  – Le origini. La principessa

NB: IO AMO TID!!!!!!

The Dark Artifices (TDA), ambientata nel 2012:

  • Shadowhunters – Signora della mezzanotte (marzo 2016);
  • Shadowhunters – Lord of Shadows (maggio 2017);
  • Shadowhunters – The Queen of Air and Darkness (2018).

Aspettiamo, inoltre, altri due cicli. The Last Hours, seguito delle origini ambientato nel 1903 che narra le vicende della generazione successiva dei Cacciatori londinesi diviso in:

  • Chain of Gold (2017);
  • Chain of Iron;
  • Chain of Thorns.

Altra saga molto attesa è Shadowhunters – The Wicked Powers che completerà (me triste) la serie di Shadowhunters. Segue Dark Artifices che racconterà la storia dei Blackthorn più giovani.

Un discorso a parte per l’amatissimo Magnus Bane, stregone che amerete, che avrà una saga a parte! Infatti, questa trilogia, sarà la prima ad essere non Young adult, ma ADULT. 🙄 

Il primo libro è atteso per novembre 2017, ma non si sa ancora altro a riguardo.

– E quello è il motto dei Nephilim… degli Shadowhunters.-

-Cosa vuol dire?-

Il sorriso di Jace fu un lampo bianco nell’oscurità. – Significa “Shadowhunters: strafighi in nero dal 1234”.

 

Ah, Jace….

“Il bambino non pianse mai più e non dimenticò mai ciò che aveva imparato: che amare significava distruggere e che essere amati significava essere distrutti.”

Okay. Ovviamente è chiaro che a Shadowhunters non posso che dare 5 fiocchettini ( parlando di città di ossa ovviamente;;) )

                          🎀🎀🎀🎀🎀

Spero tanto che il libro possa piacervi e spero di potervi chiamare Shadowhunters, un giorno.

A presto,

Elvira.🎀📚

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Just a gift 🎁

Ciao ragazzi!
Questo blog sarà sempre pienissimo, probabilmente – ci riflettevo proprio stamattina – data la mia voglia di scrivere! Proprio in riferimento a quest’ultima, volevo farvi un regalino!😜

Ho deciso, infatti, di farvi leggere il primo capitolo del mio romanzo, Alice nel Paese degli Orrori!📚

Ecco a voi:

Capitolo 1

 

Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sulla sdraio in giardino accanto a sua sorella, senza far niente: più volte aveva cercato di interessarsi al libro che Camille stava leggendo, ma le stupide storielle da quattro soldi che ormai invadevano il mercato non le interessavano. Non c’era niente di sensato in quei libri (se così si potevano definire) e ancor più senza senso era la capacità di quegli pseudo-scrittori di riuscire a venderli e guadagnar fior di quattrini. Certo che, pensò Alice, nel XXI secolo siamo caduti proprio in basso.

Non aveva mai perso tempo a lamentarsi eppure, da un po’ di tempo, non riusciva a trovare una spiegazione logica e razionale al mondo che la circondava. Potevano sembrare pensieri fin troppo pessimistici per una ragazza di appena diciott’anni, ma almeno lei pensava, azione che, ovviamente, era preclusa alla maggior parte delle sue coetanee.    Ecco perché restava sempre ai margini; ecco perché cercava sempre di evitare coloro che avrebbero potuto contaminarla con la loro stupidità e strafottenza.

Anche il suo aspetto fisico era stato influenzato dalla sua volontà di restare fuori dagli schemi: aveva tinto i capelli, passando da un biondo dorato ad un nero corvino, e continuava a vestire solo ed esclusivamente di nero, un colore che quasi nessuno indossava nella sua scuola.

Quello, inoltre, era anche il colore che aveva scelto per la sua anima.

Si stava interrogando su quanto sarebbe stato utile andare al College quand’ecco un coniglio nero passarle accanto, quasi sfiorandola.

Alice sgranò gli occhi. Com’era possibile che un coniglio fosse riuscito a salire su di una terrazza? E per quale motivo stava parlando? Come diavolo ci riusciva?

«Ho fatto tardi!» sembrava dicesse da lontano.

Fu ancora più strano quando il coniglio trasse un orologio dal taschino del suo panciotto e lo consultò.

Un coniglio con un panciotto?

Stava impazzendo, non c’era altra spiegazione.

Non esistevano conigli bipedi, né tantomeno capaci di parlare, vestiti con un panciotto e con in mano un orologio!

Decisa a trovare una spiegazione razionale alla faccenda, che di sensato non aveva proprio niente, corse dietro al coniglio.      Nient’altro, avrebbe capito in seguito, che il frutto della sua immaginazione.

Il coniglio si bloccò proprio accanto alla botola che nascondeva le scale di casa Liddell. Alice viveva in quell’edificio da ormai tantissimi anni, quindi sapeva perfettamente che nessun animaletto avrebbe potuto sollevarla, a meno che non fosse una scimmia con particolari abilità. Eppure, il coniglio nero ci riuscì. Sorpresa ma non troppo, data la già affermata stranezza della giornata, Alice, di nuovo, lo seguì. Ma invece delle sue familiarissime scale, trovò il vuoto.

O il pozzo era molto profondo oppure Alice cadeva lentamente: il fatto certo è che lei, prima d’arrivare in fondo, ebbe tutto il tempo di guardarsi intorno e chiedersi che cosa le stesse capitando. In un primo tempo cercò di guardare in basso per vedere dove stava andando a finire. Ma c’era troppo buio e non si vedeva niente.  

 Decise, allora, di guardarsi intorno: le pareti erano piene zeppe di scaffali, da ogni parte si vedevano grandi fascicoli pieni zeppi di fatture. E cappelli.

C’erano cappelli ovunque!

D’un tratto le tornò alla mente una visita guidata fatta qualche anno prima con la scuola: avevano visitato La Cappelleria di Mr. Hatter, in cui venivano prodotti copricapo su scala internazionale.

Alice aveva assistito alla produzione di berretti, baschi, bombette, sombreri, tutti coloratissimi e particolari. Le era particolarmente piaciuto un grosso cilindro viola con la stampa di un gatto alquanto bizzarro raggomitolato su un albero, ma l’aveva dimenticato in fretta: era difficile trovare qualcosa che non l’annoiasse dopo un po’.

Tornata al presente, Alice continuò a guardarsi intorno, ma c’era ancora più buio di prima. Facendo molta attenzione, iniziò a camminare alla cieca. Non fu facile individuare il  coniglio,  dato  che  riusciva a mimetizzarsi perfettamente con le ombre, ma ci riuscì e lo seguì. Lo trovò fermo davanti ad una porta di normali dimensioni e notò che l’animale ora era alto più o meno quanto lei.

«Ehm…» mormorò «salve, coniglietto». Il coniglio fece un sorriso sghembo.

Okay, si disse Alice, mantieni la calma. I conigli non sorridono. Non parlano. Non hanno dimensioni umane. È solo un brutto sogno,   ti    sveglierai,    fa’   il    suo gioco.       

«Evita questi stupidi nomignoli, ragazzina. È la tua coscienza a rappresentarmi in questo modo.» si fermò e, di fronte ad un’Alice stupita, sospirò e continuò: «Cosa c’è da capire? Non ricordi? Stai impazzendo, di nuovo, ed io ne sono la prova».

Alice non riusciva a trovare un senso a quelle parole. In realtà, non c’era nessun senso in un grande coniglio nero, dalle caratteristiche fisiche sempre più umane, che diagnosticava la follia. E poi perché sarebbe dovuta impazzire? Era una normalissima ragazza di Daresbury con un’unica preoccupazione: il College.

«Sono piuttosto sicura che tu sia una sorta di sogno, ma visto che siamo nel bel mezzo della partita, giochiamo. Perché starei impazzendo?»

Il coniglio ignorò la domanda «Io ti conosco, Alice. Non sono altro che una tua rappresentazione, per quale motivo dovrei mentirti? Io so. Ricordi Mr. Black, il tuo amico immaginario? Sono io. Io so tutto di te».

Alice impallidì. Ricordava benissimo la sua infanzia, soprattutto i suoi sei anni. Cercò di parlare, ma Mr. Black prese nuovamente la parola. «So a cosa stai pensando e sì, mi riferisco proprio a quello. Non è normale che una bambina di sei anni cerchi di annegarsi, Alice. E non è normale neanche che provi ad ingoiare del detersivo.»

Alice scoppiò a piangere. Le lacrime uscivano copiose dai suoi occhi, mentre ricordava l’esatto momento in cui suo nonno l’aveva tirata fuori dall’acqua o quando sua sorella, con il viso pieno di terrore, l’aveva trovata in bagno mentre cercava di bere della candeggina. Aveva cercato di rimuovere quei ricordi e non c’era riuscita, ovviamente, ma nessuno ne parlava mai. La sua famiglia credeva che avesse dimenticato quegli scenari orribili, ma non era vero.

Cominciò a singhiozzare, il dolore partiva dal petto e si propagava nel resto del corpo. Il coniglio nero, Mr. Black, non era che la prima delle manifestazioni della sua follia. Lo era sempre stato.

Sto davvero  per  impazzire,  pensò  Alice,  o forse sono sempre stata pazza.

«Certo che lo sei sempre stata, Alice.» disse Mr. Black rispondendo alla sua domanda silenziosa «Come credi di poter fuggire da ciò che è dentro la tua testa?»

 

Finito! Spero tanto vi sia piaciuto! Se ne avete voglia, lasciate un commento! Conosciamoci!

A presto.🎀

 

Perché leggere?

Girovagando sul web, non è difficile trovare frasi che esaltino la lettura e il suo valore.

Io ho trovato questa foto che ho deciso di condividere con voi:

1) “Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”, scrive Daniel Pennac. Molti hanno criticato quest’affermazione parlando del tempo come un qualcosa di meramente oggettivo. Ovviamente tale concezione non è sbagliata, ma ritengo che Pennacc intendesse dire che il tempo impegato a leggere è ben impiegato e, soprattutto, che la lettura mantiene il cervello in funzione, lasciandogli più tempo per “vivere”. 😜

2)”Non dobbiamo leggere per dimenticare noi stessi e la nostra vita quotidiana, ma al contrario, per impossessarci nuovamente, con mano ferma, con maggiore consapevolezza e maturità, della nostra vita”, Herman Hesse. 
Che dire… si commenta da solo! La lettura apre la mente a nuovi mondi e, allo stesso tempo, rende capaci di migliorare la realtà in cui si vive.

3) “Chi crede che leggere sia una fuga è all’opposto della verità: leggere è trovarsi di fronte al reale nella sua massima nella sua massima concentrazione”, Amélie Nothomb.

4) “Leggere, come io l’intendo, vuol dire profondamente pensare”, Vittorio Alfieri.

Ci sta dicendo che chi non legge pensa poco? 😯 Mmmh…. forse ha ragione!

5) “Puoi leggere… e sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura”, Pier Paolo Pasolini
Che commento a fare? Un grande!
6) “La lettura ci insegna ad accrescere il valore della vita”, Marcel Proust.

7) “La lettura rende un uomo completo”, Francesco Bacone

Bacone è vissuto nel 1600. Nel 2016 rende un uomo completo cosa, esattamente? La barba?

8) La lettura è il viaggio di chi non può prendere un treno, Francis de Croisset.

Dulcis in fundo proprio, direi! Mi viene da pensare a tutte le volte in cui ci siamo rifiugiati in un libro. Non poter prendere un treno, infatti, non indica per forza una limitata disponibilità economica, ma anche l’impossibilità di viaggiare a causa dell’età o degli obblighi imposti da genitori/scuola/università. Oppure, spesso capita di voler viaggiare nel passato e, per ovvie ragioni, la cosa risulta difficile.
Beh, la soluzione c’è: IL LIBRO GIUSTO!!!                  📚📚📚📚📚📚📚📚📚📚

A me è venuta voglia di catapultarmi nell’Inghilterra del 1800. Che dite, la zia Austen può aiutarmi?😜

                                                        A presto! 🎀

Recensione “Io prima di Te”-Jojo Moyes.

Holaaa! 😜😜

Qui il tempo è incredibile: fa caldo, poi freddo, poi piove, poi c’è il sole… Le mamme in questo periodo sono combattute tra”Prendi la felpa o ti ammali!” e “Come fai a sopportare quei jeans?”. 

Che stress la vita di noi poveri comuni mortali! In fondo, non siamo tutti Louisa Clark 😜 (ok, forse qualcuno se la passa meglio di lei, ma 🙊).

Comunque, bando alle ciance: iniziamo!
Titolo originale: Me before you

Titolo italiano: Io prima di te

Autrice: Jojo Moyes

Editore italiano: Mondadori

Prezzo: 13 € (Copertina con Sam Claflin ed Emilia Clarke, sembra introvabile l’edizione precedente😥)

Sinossi: A ventisei anni Louisa Clark sa tante cose.Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell’autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima e che l’ha inchiodato su una sedia a rotelle gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un’esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. Nessuno dei due, comunque, sa che la propria vita sta per cambiare per sempre.

⚠⚠D’ORA IN AVANTI POTREBBE CONTENERE SPOILERS.⚠⚠

La storia di Louisa Clark e Will Traynor mon è semplice. Lui, dopo l’incidente, non riesce più a vivere. È vivo ma non vive. Esiste. Riguarda vecchie foto, ricorda tutto ciò che ha fatto in passato e non riesce a credere di non poter più avere momenti del genere. 

Lou, d’altra parte, è una semplice ragazza che non ha alcuna voglia di vedere il mondo. Vive una vita tranquilla, ha un fidanzato e nessun obiettivo.

Due opposti, ma due facce della stessa medaglia. 

E, ovviamente, i loro mondi entrano in collissione e succede: si innamorano.

Sentii la sua pelle contro la mia, e capii, come non avevo mai capito nient’altro, che non potevo lasciarlo andare.

È un amore puro, quello tra Lou e Will, sono anime gemelle; non c’è dubbio. Lei fa di tutto per renderlo felice, per ridargli un po’ di quelle avventure che la vita ha deciso di sottrargli, ma Will è debole, fisicamente e psicologicamente, e non vuole continuare così.

Amore e dolore si intersecano in questo romanzo, rendendo chiaro al lettore quanto siano strettamente collegati i due sentimenti. 

Sai una cosa?” 
Avrei potuto restare a guardare il suo viso tutta la notte. Il modo in cui gli occhi si increspavano agli angoli. Il punto in cui il collo incontrava la spalla. “Cosa?”
“Qualche volta, Clark, sei praticamente l’unica ragione per cui desidero alzarmi al mattino.


Vorrei dirvi altro, ma non posso davvero! Spoilerarvi un libro del genere renderebbe soltanto la lettura meno intensa!

Degna di nota, inoltre, è la capacità della Moyes di trattare temi mooolto delicati! 😉

Voto libro: 🎀🎀🎀🎀🎀

Non posso evitare di dare il massimo. È un romanzo che porterò nel cuore tutta la vita. Mi ha fatto piangere e ridere, a volte nello stesso momento. Non è semplice.

E voi cosa pensate del libro? Aspetto commenti,

                                                                    Elvira.

Ps: guardate che carini 😍😍

“Quel profumo di carta e magia…

che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare.”

Scrive così Carlos Ruiz Zafon ne Il gioco dell’angelo, romanzo thriller del 2008.

Quanta verità c’è per voi in queste parole? Per me tantissima.

Profumo di carta e magia.

In fondo, cos’è la magia se non il potere della parola?

L’obiettivo che mi pongo con questo blog è quello di avvicinare tutti voi alla lettura, cercando di consigliare quali sono i libri (secondo il mio punto di vista) che riescono ad educare e a far sognare! Da aspirante scrittrice, non posso fare a meno di perdermi fra le pagine, quando leggo. Mi ritrovo catapultata nel mondo dell’autore ed inizio a vivere decine di avventure. Sono stata una maga, ho vissuto nel XVIII secolo, nella Roma medievale, ho combattuto contro i demoni, viaggiato nel tempo; sono stata una psicopatica, una criminale, una seduttrice, una dottoressa. Insomma, chi più ne ha più ne metta! 😛

Se siete qui, abbiamo qualcosa in comune, ricordatelo: amiamo le storie.

E c’è sempre un’altra storia da raccontare e da ascoltare… ❤

«Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro.»

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