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Quel profumo di carta e magia…

Just a gift 🎁

Ciao ragazzi!
Questo blog sarà sempre pienissimo, probabilmente – ci riflettevo proprio stamattina – data la mia voglia di scrivere! Proprio in riferimento a quest’ultima, volevo farvi un regalino!😜

Ho deciso, infatti, di farvi leggere il primo capitolo del mio romanzo, Alice nel Paese degli Orrori!📚

Ecco a voi:

Capitolo 1

 

Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sulla sdraio in giardino accanto a sua sorella, senza far niente: più volte aveva cercato di interessarsi al libro che Camille stava leggendo, ma le stupide storielle da quattro soldi che ormai invadevano il mercato non le interessavano. Non c’era niente di sensato in quei libri (se così si potevano definire) e ancor più senza senso era la capacità di quegli pseudo-scrittori di riuscire a venderli e guadagnar fior di quattrini. Certo che, pensò Alice, nel XXI secolo siamo caduti proprio in basso.

Non aveva mai perso tempo a lamentarsi eppure, da un po’ di tempo, non riusciva a trovare una spiegazione logica e razionale al mondo che la circondava. Potevano sembrare pensieri fin troppo pessimistici per una ragazza di appena diciott’anni, ma almeno lei pensava, azione che, ovviamente, era preclusa alla maggior parte delle sue coetanee.    Ecco perché restava sempre ai margini; ecco perché cercava sempre di evitare coloro che avrebbero potuto contaminarla con la loro stupidità e strafottenza.

Anche il suo aspetto fisico era stato influenzato dalla sua volontà di restare fuori dagli schemi: aveva tinto i capelli, passando da un biondo dorato ad un nero corvino, e continuava a vestire solo ed esclusivamente di nero, un colore che quasi nessuno indossava nella sua scuola.

Quello, inoltre, era anche il colore che aveva scelto per la sua anima.

Si stava interrogando su quanto sarebbe stato utile andare al College quand’ecco un coniglio nero passarle accanto, quasi sfiorandola.

Alice sgranò gli occhi. Com’era possibile che un coniglio fosse riuscito a salire su di una terrazza? E per quale motivo stava parlando? Come diavolo ci riusciva?

«Ho fatto tardi!» sembrava dicesse da lontano.

Fu ancora più strano quando il coniglio trasse un orologio dal taschino del suo panciotto e lo consultò.

Un coniglio con un panciotto?

Stava impazzendo, non c’era altra spiegazione.

Non esistevano conigli bipedi, né tantomeno capaci di parlare, vestiti con un panciotto e con in mano un orologio!

Decisa a trovare una spiegazione razionale alla faccenda, che di sensato non aveva proprio niente, corse dietro al coniglio.      Nient’altro, avrebbe capito in seguito, che il frutto della sua immaginazione.

Il coniglio si bloccò proprio accanto alla botola che nascondeva le scale di casa Liddell. Alice viveva in quell’edificio da ormai tantissimi anni, quindi sapeva perfettamente che nessun animaletto avrebbe potuto sollevarla, a meno che non fosse una scimmia con particolari abilità. Eppure, il coniglio nero ci riuscì. Sorpresa ma non troppo, data la già affermata stranezza della giornata, Alice, di nuovo, lo seguì. Ma invece delle sue familiarissime scale, trovò il vuoto.

O il pozzo era molto profondo oppure Alice cadeva lentamente: il fatto certo è che lei, prima d’arrivare in fondo, ebbe tutto il tempo di guardarsi intorno e chiedersi che cosa le stesse capitando. In un primo tempo cercò di guardare in basso per vedere dove stava andando a finire. Ma c’era troppo buio e non si vedeva niente.  

 Decise, allora, di guardarsi intorno: le pareti erano piene zeppe di scaffali, da ogni parte si vedevano grandi fascicoli pieni zeppi di fatture. E cappelli.

C’erano cappelli ovunque!

D’un tratto le tornò alla mente una visita guidata fatta qualche anno prima con la scuola: avevano visitato La Cappelleria di Mr. Hatter, in cui venivano prodotti copricapo su scala internazionale.

Alice aveva assistito alla produzione di berretti, baschi, bombette, sombreri, tutti coloratissimi e particolari. Le era particolarmente piaciuto un grosso cilindro viola con la stampa di un gatto alquanto bizzarro raggomitolato su un albero, ma l’aveva dimenticato in fretta: era difficile trovare qualcosa che non l’annoiasse dopo un po’.

Tornata al presente, Alice continuò a guardarsi intorno, ma c’era ancora più buio di prima. Facendo molta attenzione, iniziò a camminare alla cieca. Non fu facile individuare il  coniglio,  dato  che  riusciva a mimetizzarsi perfettamente con le ombre, ma ci riuscì e lo seguì. Lo trovò fermo davanti ad una porta di normali dimensioni e notò che l’animale ora era alto più o meno quanto lei.

«Ehm…» mormorò «salve, coniglietto». Il coniglio fece un sorriso sghembo.

Okay, si disse Alice, mantieni la calma. I conigli non sorridono. Non parlano. Non hanno dimensioni umane. È solo un brutto sogno,   ti    sveglierai,    fa’   il    suo gioco.       

«Evita questi stupidi nomignoli, ragazzina. È la tua coscienza a rappresentarmi in questo modo.» si fermò e, di fronte ad un’Alice stupita, sospirò e continuò: «Cosa c’è da capire? Non ricordi? Stai impazzendo, di nuovo, ed io ne sono la prova».

Alice non riusciva a trovare un senso a quelle parole. In realtà, non c’era nessun senso in un grande coniglio nero, dalle caratteristiche fisiche sempre più umane, che diagnosticava la follia. E poi perché sarebbe dovuta impazzire? Era una normalissima ragazza di Daresbury con un’unica preoccupazione: il College.

«Sono piuttosto sicura che tu sia una sorta di sogno, ma visto che siamo nel bel mezzo della partita, giochiamo. Perché starei impazzendo?»

Il coniglio ignorò la domanda «Io ti conosco, Alice. Non sono altro che una tua rappresentazione, per quale motivo dovrei mentirti? Io so. Ricordi Mr. Black, il tuo amico immaginario? Sono io. Io so tutto di te».

Alice impallidì. Ricordava benissimo la sua infanzia, soprattutto i suoi sei anni. Cercò di parlare, ma Mr. Black prese nuovamente la parola. «So a cosa stai pensando e sì, mi riferisco proprio a quello. Non è normale che una bambina di sei anni cerchi di annegarsi, Alice. E non è normale neanche che provi ad ingoiare del detersivo.»

Alice scoppiò a piangere. Le lacrime uscivano copiose dai suoi occhi, mentre ricordava l’esatto momento in cui suo nonno l’aveva tirata fuori dall’acqua o quando sua sorella, con il viso pieno di terrore, l’aveva trovata in bagno mentre cercava di bere della candeggina. Aveva cercato di rimuovere quei ricordi e non c’era riuscita, ovviamente, ma nessuno ne parlava mai. La sua famiglia credeva che avesse dimenticato quegli scenari orribili, ma non era vero.

Cominciò a singhiozzare, il dolore partiva dal petto e si propagava nel resto del corpo. Il coniglio nero, Mr. Black, non era che la prima delle manifestazioni della sua follia. Lo era sempre stato.

Sto davvero  per  impazzire,  pensò  Alice,  o forse sono sempre stata pazza.

«Certo che lo sei sempre stata, Alice.» disse Mr. Black rispondendo alla sua domanda silenziosa «Come credi di poter fuggire da ciò che è dentro la tua testa?»

 

Finito! Spero tanto vi sia piaciuto! Se ne avete voglia, lasciate un commento! Conosciamoci!

A presto.🎀

 

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Perché leggere?

Girovagando sul web, non è difficile trovare frasi che esaltino la lettura e il suo valore.

Io ho trovato questa foto che ho deciso di condividere con voi:

1) “Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”, scrive Daniel Pennac. Molti hanno criticato quest’affermazione parlando del tempo come un qualcosa di meramente oggettivo. Ovviamente tale concezione non è sbagliata, ma ritengo che Pennacc intendesse dire che il tempo impegato a leggere è ben impiegato e, soprattutto, che la lettura mantiene il cervello in funzione, lasciandogli più tempo per “vivere”. 😜

2)”Non dobbiamo leggere per dimenticare noi stessi e la nostra vita quotidiana, ma al contrario, per impossessarci nuovamente, con mano ferma, con maggiore consapevolezza e maturità, della nostra vita”, Herman Hesse. 
Che dire… si commenta da solo! La lettura apre la mente a nuovi mondi e, allo stesso tempo, rende capaci di migliorare la realtà in cui si vive.

3) “Chi crede che leggere sia una fuga è all’opposto della verità: leggere è trovarsi di fronte al reale nella sua massima nella sua massima concentrazione”, Amélie Nothomb.

4) “Leggere, come io l’intendo, vuol dire profondamente pensare”, Vittorio Alfieri.

Ci sta dicendo che chi non legge pensa poco? 😯 Mmmh…. forse ha ragione!

5) “Puoi leggere… e sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura”, Pier Paolo Pasolini
Che commento a fare? Un grande!
6) “La lettura ci insegna ad accrescere il valore della vita”, Marcel Proust.

7) “La lettura rende un uomo completo”, Francesco Bacone

Bacone è vissuto nel 1600. Nel 2016 rende un uomo completo cosa, esattamente? La barba?

8) La lettura è il viaggio di chi non può prendere un treno, Francis de Croisset.

Dulcis in fundo proprio, direi! Mi viene da pensare a tutte le volte in cui ci siamo rifiugiati in un libro. Non poter prendere un treno, infatti, non indica per forza una limitata disponibilità economica, ma anche l’impossibilità di viaggiare a causa dell’età o degli obblighi imposti da genitori/scuola/università. Oppure, spesso capita di voler viaggiare nel passato e, per ovvie ragioni, la cosa risulta difficile.
Beh, la soluzione c’è: IL LIBRO GIUSTO!!!                  📚📚📚📚📚📚📚📚📚📚

A me è venuta voglia di catapultarmi nell’Inghilterra del 1800. Che dite, la zia Austen può aiutarmi?😜

                                                        A presto! 🎀

Recensione “Io prima di Te”-Jojo Moyes.

Holaaa! 😜😜

Qui il tempo è incredibile: fa caldo, poi freddo, poi piove, poi c’è il sole… Le mamme in questo periodo sono combattute tra”Prendi la felpa o ti ammali!” e “Come fai a sopportare quei jeans?”. 

Che stress la vita di noi poveri comuni mortali! In fondo, non siamo tutti Louisa Clark 😜 (ok, forse qualcuno se la passa meglio di lei, ma 🙊).

Comunque, bando alle ciance: iniziamo!
Titolo originale: Me before you

Titolo italiano: Io prima di te

Autrice: Jojo Moyes

Editore italiano: Mondadori

Prezzo: 13 € (Copertina con Sam Claflin ed Emilia Clarke, sembra introvabile l’edizione precedente😥)

Sinossi: A ventisei anni Louisa Clark sa tante cose.Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell’autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima e che l’ha inchiodato su una sedia a rotelle gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un’esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. Nessuno dei due, comunque, sa che la propria vita sta per cambiare per sempre.

⚠⚠D’ORA IN AVANTI POTREBBE CONTENERE SPOILERS.⚠⚠

La storia di Louisa Clark e Will Traynor mon è semplice. Lui, dopo l’incidente, non riesce più a vivere. È vivo ma non vive. Esiste. Riguarda vecchie foto, ricorda tutto ciò che ha fatto in passato e non riesce a credere di non poter più avere momenti del genere. 

Lou, d’altra parte, è una semplice ragazza che non ha alcuna voglia di vedere il mondo. Vive una vita tranquilla, ha un fidanzato e nessun obiettivo.

Due opposti, ma due facce della stessa medaglia. 

E, ovviamente, i loro mondi entrano in collissione e succede: si innamorano.

Sentii la sua pelle contro la mia, e capii, come non avevo mai capito nient’altro, che non potevo lasciarlo andare.

È un amore puro, quello tra Lou e Will, sono anime gemelle; non c’è dubbio. Lei fa di tutto per renderlo felice, per ridargli un po’ di quelle avventure che la vita ha deciso di sottrargli, ma Will è debole, fisicamente e psicologicamente, e non vuole continuare così.

Amore e dolore si intersecano in questo romanzo, rendendo chiaro al lettore quanto siano strettamente collegati i due sentimenti. 

Sai una cosa?” 
Avrei potuto restare a guardare il suo viso tutta la notte. Il modo in cui gli occhi si increspavano agli angoli. Il punto in cui il collo incontrava la spalla. “Cosa?”
“Qualche volta, Clark, sei praticamente l’unica ragione per cui desidero alzarmi al mattino.


Vorrei dirvi altro, ma non posso davvero! Spoilerarvi un libro del genere renderebbe soltanto la lettura meno intensa!

Degna di nota, inoltre, è la capacità della Moyes di trattare temi mooolto delicati! 😉

Voto libro: 🎀🎀🎀🎀🎀

Non posso evitare di dare il massimo. È un romanzo che porterò nel cuore tutta la vita. Mi ha fatto piangere e ridere, a volte nello stesso momento. Non è semplice.

E voi cosa pensate del libro? Aspetto commenti,

                                                                    Elvira.

Ps: guardate che carini 😍😍

“Quel profumo di carta e magia…

che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare.”

Scrive così Carlos Ruiz Zafon ne Il gioco dell’angelo, romanzo thriller del 2008.

Quanta verità c’è per voi in queste parole? Per me tantissima.

Profumo di carta e magia.

In fondo, cos’è la magia se non il potere della parola?

L’obiettivo che mi pongo con questo blog è quello di avvicinare tutti voi alla lettura, cercando di consigliare quali sono i libri (secondo il mio punto di vista) che riescono ad educare e a far sognare! Da aspirante scrittrice, non posso fare a meno di perdermi fra le pagine, quando leggo. Mi ritrovo catapultata nel mondo dell’autore ed inizio a vivere decine di avventure. Sono stata una maga, ho vissuto nel XVIII secolo, nella Roma medievale, ho combattuto contro i demoni, viaggiato nel tempo; sono stata una psicopatica, una criminale, una seduttrice, una dottoressa. Insomma, chi più ne ha più ne metta! 😛

Se siete qui, abbiamo qualcosa in comune, ricordatelo: amiamo le storie.

E c’è sempre un’altra storia da raccontare e da ascoltare… ❤

«Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro.»

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